Tappezzeria Fausto | la storia
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le origini

Fausto Di Berardino nasce il 27.05.1954 ad Avezzano (AQ), Fausto il tappezziere nasce dieci anni  dopo nel 1964, nel laboratorio di tappezzeria del fratello maggiore Tonino (appena ventenne), primo  tappezziere auto all’epoca nella provincia dell’Aquila.  Un giorno, in assenza del fratello impegnato a Roma per lavoro, Fausto diventa padrone della  tappezzeria e si mette a cucire il cielo di una 850 Special che nella stessa giornata riesce anche a  montare con una soddisfazione che non avrà eguali nella vita lavorativa di Fausto.  Al compimento del 18° anno, alla sua prima Fiat 500, verde chiaro, monta il primo sedile da corsa da  lui interamente prodotto.

Raggiunto il diploma, presta il servizio militare nel corpo degli alpini e, tornato a casa decide di aprire il  suo primo laboratorio di autotappezzeria. Qui dà sfogo a tutta la sua fantasia lavorando i più disparati  modelli di sedili di auto, ne conserva i più originali, studia i particolari e riesce a riprodurre alcuni sedili  da corsa, utilizzando tubolari in ferro.

Nel periodo di grande espansione del lavoro, anni 80/90, Fausto ingrandisce la propria attività  ampliando il lavoro di autotappezzeria, con quello della produzione di teloni per camion, coperture  varie da esterno, strutture da giardino, completamente prodotte, montare e saldate da lui a dai suoi  operai, tende esterne, tappezzerie divani, poltrone, tende e altro.  In questo particolare periodo si verifica una forte richiesta di restauro di auto d’epoca, cosa che gli  consente di mettere a frutto la conoscenza di tutti i dettagli degli interni delle auto (balilla, appia,  millecento, etc.), molte delle quali frequentate anni prima in compagnia del padre. I restauri realizzati  nel rispetto meticoloso della originalità di tutti i dettagli, gli permettono di apporre una firma virtuale sui  lavori realizzati, poiché a detta dei clienti i lavori di Fausto si riconoscono

Momentanei problemi inducono Fausto a tentare una via professionale diversa. Egli accetta una nuova  proposta lavorativa che tuttavia in quel momento gli consente un ulteriore arricchimento professionale.  Questa esperienza lavorativa, pur ricca di spunti nuovi, si rivela nel lungo periodo seriale. Fausto, pur  trovando consensi per le abilità dimostrate, decide, spinto anche dalla clientela passata, ben conscia  della sua creatività, di riprendere il lavoro in proprio. A 54 anni decide, quindi, di mettere in pratica il  suo vecchio sogno, la grande passione per le auto da corsa.

L’input gli arriva per caso: a seguito di una chiacchierata con un amico su sedili da corsa marca  Fusina presenti presso le mostre scambio di auto d’epoca, dopo una verifica sul campo, constatato  che i sedili in circolazione non sono originali, riesplode la passione sopita di Fausto che  immediatamente, e con tutta la sua autorevolezza torna a lavorare sul vecchio sedile da corsa  stampato 25 anni prima.  Egli chiama a rapporto tutte le sue competenze anche scolastiche, comincia a sviluppare i calcoli dei  nuovi sedili, altezza, inclinazione, seduta, supporto per la schiena, poggiatesta esterno o a scomparsa  e, prendendo il meglio dai modelli storici Fusina, Carrera e Bordigari, realizza un nuovo sedile  completamente originale, compresi gli attacchi che possono essere adattati a tutti i tipi di auto da  corsa.  Il sedile incontra immediatamente il favore e l’entusiasmo degli appassionati, che, oltre a farne una  forte richiesta, ne chiedono anche la personalizzazione con l’apposizione di stemmi storici, di  nominativi del proprietario e altre immagini.

 

Finalmente “Fausto il tappezziere” ha la possibilità di implementare la produzione della “sua” idea di sedile che consiste nel creare con le proprie mani oggetti che ama e che fanno parte della sua storia lavorativa oltre che della sua vita. E’ prerogativa di pochi fortunati infatti, svolgere un lavoro che oltre ad essere un dovere è anche un grande piacere, e che dà tanta soddisfazione poiché si riesce a condividere anche con i clienti la storia delle auto che è fatta principalmente di passione e di amore per questo mondo. La passione come sentimento, diventa dunque anche un vero e proprio passaggio di consegne alle nuove generazioni, che hanno così l’opportunità di raccogliere questa eredità e di trasmetterla a loro volta.